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Idee che pagano. Prodotti e servizi che i clienti vogliono.

Come si valida un’idea di business?

Il punto di partenza e il cuore di ogni attività è l’idea. L’idea di business.

Non tutte le idee sono buone. Infatti ci interessano solo quelle che funzionano, le idee che pagano, come dice il titolo di questa puntata.

Senza una buona idea, ogni sforzo di marketing o di comunicazione è abbastanza inutile.

Perciò oggi ci chiediamo: come si fa a capire se un’idea è buona?

Siamo abituati a pensare alle idee come a delle entità astratte, e appunto, ideali, immateriali. È tutta colpa di Platone, e anche un po’ di come funziona il nostro cervello quando ha a che fare con le lampadine che si accendono. Sapevate che ogni volta che ci viene un’idea il nostro corpo produce serotonina, l’ormone della felicità?

Il concetto di idea, nella nostra cultura, è strettamente connesso a quello di creatività, e a tutti i suoi sinonimi: fantasia, immaginazione, ispirazione, visione.

Anche la passione gioca un ruolo importante nella nascita di un’idea: è il motore che spesso ne genera una. Questo è ancor più vero per le piccole attività artigiane, che le idee le concepiscono prima con il cuore, e poi con la testa.

Molte attività handmade nascono come hobby e poi tentano di evolversi verso una vera e propria professione. Ma quella che nasce come una passione, può sempre diventare un mestiere?

La risposta, tristemente, è no.

L’idea creativa può essere semplicemente bella, divertente, piacevole da realizzare. Per l’idea di business la faccenda è diversa. È qualcosa di molto più concreto e anche meno romantico, perché per essere chiamata tale deve potersi accostare ad un aggettivo nudo e crudo, privo di sfumature.

Profittevole. Un’idea di business deve essere profittevole.

È il primo assioma di un’attività, a meno che non vogliamo lanciare una NO PROFIT. E comunque, a dispetto del nome, anche quelle hanno bisogno di monetizzare le idee per sopravvivere.

Pensaci. La capacità di generare un profitto è precisamente ciò che distingue un hobby da un business, per piccolo che sia.

Adesso arrivo al punto e ti dico quando un’idea è profittevole: Quando per quell’idea esiste molta domanda e poca offerta.
Benvenuto nella microeconomia!

Un’idea che funziona è un’idea che genera un incontro, e poi uno scambio, di valore, fra chi ha qualcosa da offrire e chi sta cercando proprio quella cosa lì.

Incontro, scambio e valore sono parole chiave importantissime per un’attività. E infatti ci torneremo in modo approfondito nelle prossime puntate.

Adesso invece prendi carta e penna, perché sto per farti un sacco di domande alle quali dovrai rispondere tu, per capire se la tua idea è valida.

L’utilità

A cosa serve la tua idea? Risolve un problema? Fa risparmiare tempo? Riduce un costo?
Forse in qualche modo migliora la qualità della vita, facendo sentire bene chi la acquista.

Per funzionare, un’idea deve rispondere ad un bisogno.

I bisogni possono essere fisiologici, come mangiare e dormire. Un altro bisogno fondamentale è la sicurezza.

Il primo bisogno sul quale faceva leva Facebook, quando è nato, era quello di appartenenza: ti faceva sentire parte di un gruppo esclusivo, gli studenti dell’Università di Harvard.

Perché acquistare un Rolex invece di uno Swatch? Per un bisogno di stima e di affermazione di status.

Questo podcast non offre informazioni. Risponde ad un bisogno di autorealizzazione, fornendo informazioni.

Prova ad indicare chiaramente il bisogno che il tuo prodotto o servizio vuole soddisfare per misurare l’utilità della tua idea.

Innovazione, miglioramento o distinzione.

La tua idea è completamente nuova o è una versione migliore di qualcosa che già esiste?

Un’idea nuova non è detto che sia vincente. Devi chiederti, perché nessuno ci ha pensato prima? Forse perché non serve davvero? Forse costa troppo realizzarla? Occorre sempre fare un’accurata ricerca.

Una creativa si è rivolta a me con quella che sembrava una buona idea. Aveva studiato una tecnica di produzione per anni, l’aveva persino brevettata. Con questa tecnica, può creare oggetti di vario tipo, con un materiale molto interessante. Esiste sicuramente un mercato per degli oggetti così particolari. Ma l’idea è fallita sul nascere. La materia prima è vincolata da specifiche leggi che nessuna delle due conosceva. Prima di fare, appunto, ricerca.

Le idee non devono essere per forza innovative, o rivoluzionarie. Possono anche migliorare un aspetto di quelle già esistenti. In ogni caso devono potersi distinguere, in qualche modo.

Immagina che la tua idea entri in una stanza già piena di altre idee simili. Tutte si girano a guardarla, in silenzio. Lei cos’ha da dire?

Un posto nella nicchia

Lo avrai capito, la stanza nella quale è entrata prima la tua idea è la tua nicchia di mercato. Guardati intorno: quanto è grande questa nicchia? E quante altre idee simili alla tua ci sono lì dentro? E quante sono le persone in fila davanti alla porta per acquistare quelle idee?

Ti ricordi? Prima ho detto che un’idea è profittevole quando per quell’idea esiste molta domanda e poca offerta.

Quindi non ci basta sapere quante idee simili alla nostra ci sono in quella stanza. Dobbiamo anche scoprire quanto è grande la domanda di quelle idee.

Se l’offerta è tanta, ma fuori dalla porta c’è ancora la fila, c’è mercato per tutti.

Se l’offerta supera la domanda, si dice che la nicchia è satura. Non entrarci.

Se la nicchia è piccola piccola, fai in modo che la tua idea sia più grande delle altre e occupi un sacco di spazio.

Per misurare le dimensioni di una nicchia, non basta l’occhio. Servono i numeri. Inutile che te lo dica, bisogna fare altra ricerca.

Competenze e risorse

Di cosa hai bisogno per realizzare la tua idea? Hai tutte le competenze che ti servono?
Hai le risorse necessarie?

Per creare un prodotto o un servizio c’è bisogno di una combinazione di conoscenze, di tempo e di denaro. Per ogni idea questo mix è diverso.

Le competenze sono indispensabili. Va da sé che più ne abbiamo in casa, cioè più cose sappiamo fare da soli, meglio è. Quindi buttiamoci in un progetto che non solo ci appassiona, ma per il quale abbiamo davvero un talento, o siamo già molto preparati. È anche una questione di credibilità.

E di sostenibilità. Se hai bisogno di troppi fornitori esterni, aumenteranno i tuoi costi. E il progetto potrebbe diventare insostenibile per te.

Non serve essere ricchi per mettersi in proprio. Ma è quasi sempre è necessario almeno un piccolo investimento iniziale. Hai già calcolato quanto ti serve per partire?

Anche se hai tutte le competenze e il budget necessario, c’è una risorsa che non si può moltiplicare. È il tempo. E il tempismo, nel lancio di un’idea, è tutto.
Per realizzare e portare avanti la tua idea, di quanto tempo hai bisogno?

Se ti mancano due fra queste tre cose, valuta di cambiare idea.

Distribuzione

Del target non ti chiedo ancora niente, ma solo perché ne parliamo un’altra volta. Invece ti chiedo: come pensi di far arrivare la tua idea ai tuoi clienti?

La distribuzione è una delle leve fondamentali del marketing. Oggi grazie alle nuove tecnologie anche i piccoli artigiani possono distribuire i propri prodotti online e farli arrivare praticamente ovunque nel mondo.

Ma questa assenza di barriere all’ingresso può generare false illusioni, e farti pensare che un prodotto venda per il solo fatto che sia disponibile online.

All’inizio, le tshirt del mio brand, Mammamatta, erano in vendita solo mio shop online e in alcuni piccoli shop fisici. Il progetto iniziale era quello di accedere anche ad una rete distributiva molto più grande, ma non avevo i contatti per arrivare da sola a questi canali. Due anni dopo, è stato un partner come Pietro Brunelli a trovare il mio prodotto e a volerlo distribuire attraverso la propria immensa rete in diversi punti vendita nel mondo.

Perché ti sto raccontando questa storia? Perché la stessa idea può avere un successo molto diverso a seconda della strategia di distribuzione.

Solo oggi o anche domani

Una domanda sul presente e una sul futuro. È questo il momento giusto per lanciare la tua idea?
Come te la immagini tra uno, due, cinque anni?

Tutti i prodotti e i servizi hanno un naturale ciclo di vita. È una curva che sale e poi decresce. Quanto rapidamente, dipende dal prodotto e da un sacco di altri fattori.

Uno di questi fattori, ad esempio, è l’unicità. Quanto è facile da copiare il tuo progetto? Quanto è difendibile nel tempo?

Un fattore indispensabile per un professionista, ad esempio, è l’aggiornamento continuo.

Quello che sto cercando di dire è che non basterà farti tutte queste domande una volta sola. Dovrai sottoporre la tua idea a continue prove e test. La strategia migliore per sopravvivere è da sempre l’adattamento. Quindi adatta la tua idea al cambiamento, falla evolvere.

Un’altra buona strategia? Diversificare: accanto all’idea principale, lancia una serie di iniziative.

Insomma: fai riprodurre le tue idee.

Se hai segnato tutte le domande che ti ho fatto, ora non ti resta che provare a rispondere. Fallo con attenzione, e con onestà.

A proposito di idee valide, non tenermi sulle spine e fammi sapere se questa prima puntata di Step ti è piaciuta.

Nella prossima, parliamo di Valore e di identità.

 

Lasciami commenti, riflessioni e domande. Saranno uno spunto per le prossime puntate!

Creator per grandi brand, mentor per piccoli biz. Trasformo idee confuse in progetti che funzionano. E insegno a comunicare meglio.
Post By Ornella Sprizzi
Ornella Sprizzi

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